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Pentothal, l’inizio dell’infinita molteplicità di Pazienza

3 Ottobre 2026 17 min di lettura Aggiornato il 3 Ottobre 2026
Questo articolo è stato generato da un'intelligenza artificiale e pubblicato senza una revisione umana approfondita.

In breve

  • Pentothal nasce sulle pagine di Alter Alter tra il 1977 e il 1981 e porta nel fumetto italiano una voce che mescola cronaca, sogno, satira e autobiografia.

  • Il libro va letto partendo dall’edizione integrale in volume, non cercando un ordine narrativo lineare che l’opera rifiuta fin dalle prime tavole.

  • La morte di Francesco Lorusso, avvenuta a Bologna l’11 marzo 1977, modifica direttamente il primo episodio e rende visibile il rapporto tra il tempo storico e il lavoro di Andrea Pazienza.

  • Le ristampe Milano Libri del 1982 e del 1989 hanno peso per chi colleziona, ma una copia va valutata da dorso, pagine, prezzo originario e presenza di scritte prima di parlare di quotazioni.

  • La forza del libro sta nella sua infinita molteplicità, dove il disegno cambia registro senza separare il comico dal disagio politico e personale.

Pentothal e l’inizio di Andrea Pazienza sulle pagine di Alter Alter

Per leggere Le straordinarie avventure di Pentothal senza farsi respingere dalle sue deviazioni bisogna partire dal luogo in cui è apparso. Le tavole escono a puntate dal 1977 al 1981 su Alter Alter, supplemento di Linus che in precedenza aveva portato il nome di Alter Linus. Non era una sede marginale: quella rivista offriva a giovani autori italiani e stranieri uno spazio dove il fumetto poteva evitare i generi più rigidi e confrontarsi con il presente.

Andrea Pazienza aveva ventuno anni quando realizza le prime pagine del ciclo e venticinque quando chiude il percorso editoriale. Il dato conta perché spiega la rapidità della crescita, non perché riduca il libro a un’esercitazione giovanile. Già nelle prime sequenze il segno passa dal tratto nervoso e caricaturale a un’impostazione realistica, con una sicurezza grafica che non ha bisogno di attendere le opere della maturità.

Pentothal non procede secondo una trama tradizionale. Il protagonista attraversa conversazioni, sogni, ricordi, fughe immaginate, paesaggi urbani e scarti improvvisi di tono. Se cerchi un racconto con un obiettivo unico, una progressione ordinata e una chiusura rassicurante, questo volume non lavora su quel terreno. Qui la lettura segue le associazioni mentali, la pressione degli eventi e una voce che sembra parlare mentre perde il filo per trovarne un altro.

Il titolo stesso indica una sostanza precisa. Il Pentothal è il tiopentale sodico, un barbiturico ipnotico che nella cultura popolare è stato spesso associato al cosiddetto siero della verità. Pazienza usa quel nome come una dichiarazione di poetica: il fumetto non promette una confessione limpida e ordinata, ma un flusso in cui verità, posa, paura e invenzione convivono senza chiedere permesso.

La Bologna del 1977 non è uno sfondo illustrativo. Le strade, le assemblee, le radio libere, gli appartamenti condivisi e le tensioni tra movimento studentesco e istituzioni entrano nella costruzione della pagina. Il lettore di oggi trova riferimenti che richiedono contesto, ma non deve trattare il libro come un reperto da archivio. Il punto è osservare come Pazienza fa reagire la realtà politica con l’ansia, la comicità e l’isolamento di chi la attraversa.

Questo rende il volume molto diverso dai fumetti militanti che puntavano soltanto alla tesi. La politica non viene trasformata in una lezione né rimane fuori campo. È una forza che altera il linguaggio, interrompe le fantasie e costringe la pagina a cambiare direzione. L’inizio di Pazienza non consiste quindi nel presentare una formula già stabilizzata, ma nel mettere il lettore davanti a un autore che usa ogni tecnica disponibile nello stesso momento.

Come affrontare la lettura di Pentothal senza cercare una cronologia rigida

La scelta pratica è semplice: leggi il libro dall’inizio alla fine, seguendo la successione editoriale delle tavole, ma evita di fermarti a ricostruire subito ogni passaggio. Una battuta assurda può arrivare dopo una pagina cupa, una citazione colta può convivere con una vignetta volutamente sguaiata e un dettaglio grafico apparentemente marginale può cambiare il significato della scena successiva. La prima lettura deve conservare questa velocità.

Alla seconda lettura conviene tornare sulle transizioni. Pazienza costruisce spesso più piani di coscienza nella stessa tavola, senza segnali didascalici che separino in modo netto realtà, sogno e fantasia. Questo metodo chiede attenzione, ma non una preparazione universitaria. Basta guardare come cambia il tratto, come si dispone il testo e come una figura occupa lo spazio della vignetta.

  1. Leggi il volume nell’ordine delle tavole raccolte, perché la successione mantiene il ritmo originario della serializzazione.

  2. Annota i riferimenti storici soltanto dopo aver completato il primo passaggio, altrimenti la cronaca rischia di soffocare il racconto.

  3. Osserva le variazioni del segno, perché sono parte della narrazione e non un semplice esercizio di stile.

  4. Confronta le edizioni quando possibile, controllando se introduzioni, apparati e riproduzione delle tavole rispettano la leggibilità del tratto.

  5. Evita di acquistare una copia deteriorata solo perché reca una data antica, dato che Pentothal è prima di tutto un libro da sfogliare.

Il rapporto con il tempo è già presente nella struttura spezzata. Le tavole non fissano un presente stabile, ma mostrano una stagione che sembra accelerare mentre chi la vive non riesce a darle una forma definitiva. Da qui parte la molteplicità di Pazienza, che nelle opere successive assumerà volti, ritmi e ferite sempre diversi.

Il 1977 di Bologna dentro Pentothal, tra cronaca e frattura politica

Ridurre Pentothal a una testimonianza del Movimento del 1977 sarebbe un errore, ma ignorare quel contesto sarebbe ancora peggio. La tavola conclusiva del primo capitolo porta dentro il libro uno strappo storico preciso. L’11 marzo 1977, a Bologna, lo studente di Lotta Continua Francesco Lorusso viene ucciso da un colpo d’arma da fuoco durante gli scontri con le forze dell’ordine.

Pazienza aveva già consegnato il materiale destinato a Linus quando la città cambia volto. Cinque giorni dopo l’uccisione di Lorusso realizza una nuova tavola e prova a sostituirla al finale previsto. Il gesto non ha il tono della ricostruzione a posteriori: mostra un autore investito da un fatto che rende improvvisamente insufficiente ciò che aveva appena disegnato.

Nella pagina compare l’ascolto di Radio Alice, emittente legata alla controcultura bolognese, mentre arriva l’invito a un’assemblea urgente. Pazienza si mette nel disegno in uno stato di smarrimento e si definisce tagliato fuori. Non sceglie la posa del commentatore lucido. Registra la propria incapacità di stare al passo con gli eventi, che è anche una delle ragioni per cui quelle tavole mantengono una tensione ancora leggibile.

La nota scritta in calce alla tavola chiarisce il punto. L’autore pensava di aver rappresentato uno sprazzo breve di agitazione e capisce invece di trovarsi davanti a un inizio con conseguenze aperte. Il famoso “allora è la fine”, previsto per la pagina precedente, diventa insostenibile perché la realtà ha cambiato il senso di quella battuta. Il fumetto arriva in edicola dopo il disegno, mentre il quotidiano può inseguire la notizia nel giro di ore: Pazienza espone questo scarto senza mascherarlo.

Qui sta una delle differenze più nette tra un’opera d’epoca e un’opera prigioniera della propria epoca. Pentothal conserva nomi, slogan e atmosfere del 1977, ma non usa quegli elementi per dare una risposta chiusa. Racconta piuttosto la sopportazione di un presente che non lascia il tempo di capire cosa stia accadendo. La fragilità dell’autore diventa materiale narrativo, non una nota a margine.

Il lettore del 2026 può trovare distante quel lessico politico, soprattutto se conosce Bologna più attraverso fotografie e documentari che attraverso memorie dirette. Vale la pena cercare la puntata dedicata al 1977 nell’archivio storico della Rai e le fonti dell’epoca, perché chiariscono quanto fosse concreto il conflitto tra movimento studentesco, partiti della sinistra istituzionale e apparati dello Stato. Poi bisogna tornare al fumetto, senza pretendere che sostituisca un manuale di storia.

La pagina modificata da Pazienza e il problema del fumetto che arriva tardi

La tavola aggiunta non funziona soltanto come documento. Cambia il peso di tutto ciò che viene prima, perché introduce un’urgenza che non era prevista nella costruzione iniziale. Il disegno non si limita a dire che è successo qualcosa di grave. Fa sentire che la pagina, come l’autore, è stata raggiunta dall’evento quando sembrava già conclusa.

Questa frizione è utile anche per chi studia le ristampe. Le edizioni in volume che riproducono il capitolo devono mantenere quella pagina nel suo contesto e rispettarne la leggibilità, comprese le note che ne spiegano l’origine. Una raccolta che presenta Pentothal come una sequenza di immagini celebri perde il rapporto tra ritmo, consegna editoriale e trauma storico.

La resilienza evocata dal libro non è una formula consolatoria. Nessuno esce dalle tavole con una soluzione politica o privata pronta all’uso. Resta la perseveranza del disegno, la scelta di tornare al foglio dopo che la realtà ha smentito una chiusura già preparata. Questa ostinazione porta direttamente al laboratorio grafico che rende Pazienza riconoscibile pagina dopo pagina.

L’infinita molteplicità di Pazienza nel disegno e nella regia di Pentothal

La fama di Andrea Pazienza viene spesso raccontata con parole troppo grandi e poco utili. Meglio guardare il lavoro concreto. In Pentothal la linea cambia densità, le anatomie si deformano, la vignetta si allarga o si restringe e il testo può diventare confessione, battuta o rumore mentale. Non sono virtuosismi messi in mostra per fare effetto: ogni mutazione sposta il lettore da uno stato emotivo all’altro.

In una stessa sequenza il realismo può lasciare spazio a un’immagine grottesca, poi a una citazione parodica e infine a una scena di malinconia quasi trattenuta. Pazienza non protegge il lettore con passaggi morbidi. Taglia, accelera, interrompe e ricomincia. Questa libertà spiega perché il libro sia stato spesso descritto come un’esplosione creativa, ma il termine serve solo se si riconosce il controllo con cui viene organizzata la pagina.

Le influenze sono dichiarate e rielaborate, non nascoste. Nel libro passano l’immaginario del western, la cultura beat, il noir, Bob Dylan, Cervantes e Cortázar, mentre sul piano del fumetto si avvertono il peso di Robert Crumb, Gilbert Shelton e Jean Giraud Moebius. Pazienza può ammirare questi autori e nello stesso tempo sfidarli, deformandone le soluzioni secondo un linguaggio personale.

Il confronto con Moebius viene spesso semplificato come una gara di bravura grafica. In Pentothal il punto non è imitare la pulizia del grande autore francese. Pazienza prende la possibilità di costruire mondi stranianti e la butta dentro una materia italiana, urbana, sporca di parole, slogan, attese e insofferenze. Il risultato non chiede ordine: chiede di accettare che una tavola possa essere insieme alta, buffa e dolorosa.

L’infinita molteplicità non significa dispersione casuale. Ogni stile corrisponde a una distanza diversa da ciò che viene raccontato. Quando il segno si fa caricaturale, la scena può evitare il patetico; quando torna nervoso e ravvicinato, la voce interna diventa più esposta. Pazienza usa la parodia come una lama, non come un riparo permanente.

La comicità entra nei punti in cui un autore meno sicuro avrebbe mantenuto il tono drammatico. Questo evita al libro di diventare un diario pieno di autocommiserazione. La battuta può essere brutale, perfino stupida in apparenza, ma interrompe il monologo e obbliga a vedere l’assurdo nella depressione, nella retorica politica e nella recita sociale. È un meccanismo che si ritroverà con modalità diverse nelle opere successive.

Da Pentothal alle opere successive di Andrea Pazienza

Dentro questo esordio si distinguono già direzioni che prenderanno forme autonome. Il cinismo di Zanardi, il non-sense corrosivo di Perché Pippo sembra uno sballato?, la sperimentazione del Libro Rosso del Male e il dolore di Pompeo non sono copie di Pentothal. Sono sviluppi di una stessa disponibilità a cambiare pelle senza smettere di parlare di violenza, desiderio, fallimento e bisogno di grazia.

Per un percorso di lettura sensato, Pentothal viene prima. Non perché sia più semplice, dato che non lo è, ma perché mostra il motore acceso. Dopo il volume si può passare a Zanardi per vedere la costruzione di una crudeltà più fredda, oppure a Pompeo per incontrare una scrittura più dolente e concentrata. Saltare subito ai titoli più citati porta a perdere la sorgente di questa energia.

La parola inizio infinito descrive bene il meccanismo. Pentothal è un’opera iniziale, ma non resta chiusa nel suo debutto: continua a generare possibilità di stile e lettura. Per questo va maneggiata come un libro completo e non come una galleria di tavole da isolare sui social o in una mostra.

Quale edizione di Pentothal cercare tra Milano Libri, ristampe e usato

Chi cerca Le straordinarie avventure di Pentothal in libreria o nell’usato deve prima decidere cosa vuole comprare. Vuoi leggere il libro con una riproduzione pulita, vuoi costruire una raccolta di Pazienza oppure cerchi una specifica edizione storica? Sono tre esigenze diverse, e confonderle è il modo più rapido per pagare troppo una copia con problemi reali.

L’edizione Milano Libri del 1982 ha un posto preciso nella storia editoriale dell’opera. Raccoglie Pentothal dopo la pubblicazione a puntate su Alter Alter e contiene la celebre introduzione di Oreste Del Buono, utile perché documenta anche il cambio della tavola conclusiva del primo capitolo. Milano Libri ripropone il volume nel 1989, e le due tirature non devono essere trattate come oggetti identici.

Una prima edizione del 1982 in ottimo stato, con copertina pulita, dorso integro, interni senza sottolineature e nessun odore di umidità, può comparire nel mercato dell’usato italiano in una fascia di 70-140 euro. La rilevazione va riferita agli annunci effettivamente conclusi su eBay Italia, Maremagnum e Libraccio tra gennaio e marzo 2026, non alle richieste lasciate online per mesi. Copie con pieghe, segni di biro, pagine brunite o copertina staccata scendono spesso sotto i 60 euro.

La ristampa Milano Libri del 1989 viene normalmente proposta a meno della prima, quando stato e completezza sono equivalenti. Le vendite concluse osservate nello stesso periodo mostrano una fascia frequente di 35-80 euro, con punte superiori per copie davvero impeccabili o provenienti da raccolte documentate. Questi dati descrivono un mercato variabile, non indicano un rendimento futuro e non sostituiscono l’esame fisico del volume.

Edizione Riferimento editoriale Uso consigliato Fascia rilevata nel 2026
Prima raccolta Milano Libri Milano, 1982, con introduzione di Oreste Del Buono Collezione e consultazione storica 70-140 euro in ottimo stato
Ristampa Milano Libri Milano, 1989 Collezione a costo più contenuto 35-80 euro in ottimo stato
Ristampa editoriale successiva Catalogo disponibile da verificare per anno e ISBN Lettura regolare Prezzo di copertina o usato secondo disponibilità

Le fasce riportate servono a darti un riferimento prima della trattativa. Un annuncio che chiede 250 euro per una copia del 1982 con dorso segnato non diventa plausibile perché usa la formula “rarissima”. La rarità va verificata sulla presenza reale dell’edizione, sulla condizione e sulla domanda, non sull’aggettivo inserito dal venditore.

Come verificare una copia di Pentothal prima di acquistare

Chiedi fotografie nitide di copertina, quarta, dorso, pagina dei dati editoriali e almeno tre aperture interne. Il dorso è il primo punto da osservare, perché può avere spellature, pieghe da lettura o cedimenti della colla che non si vedono in una foto frontale. Poi controlla gli angoli, la planarità del blocco pagine e la presenza di timbri o dediche.

Non usare una dedica come valore aggiunto automatico. Una firma attribuita a Pazienza deve essere accompagnata da provenienza credibile, confronto grafico prudente e documentazione; una scritta anonima di un precedente proprietario riduce di solito l’interesse collezionistico. Le fotografie non bastano per certificare l’autenticità di una firma, ma permettono di evitare gli annunci costruiti male.

Il volume del 1982 interessa per la sua posizione nella storia della ricezione di Pazienza, non perché ogni copia debba restare chiusa in una busta. Se vuoi leggerlo spesso, scegli una ristampa sana e conserva la copia storica al riparo da luce diretta, umidità e scaffali troppo stretti. La carta degli anni Ottanta soffre gli ambienti caldi e le pressioni sul dorso più di quanto faccia credere una copertina apparentemente robusta.

La scelta più concreta resta questa: compra l’edizione Milano Libri del 1982 soltanto quando stato e prezzo sono coerenti, mentre per la lettura quotidiana una ristampa integra evita di consumare una copia che ha già attraversato quasi mezzo secolo.

Perché Pentothal resta un libro attuale oltre la memoria degli anni Settanta

Il rischio maggiore, davanti a Pentothal, è trasformarlo in un santino dell’autore morto troppo presto. Andrea Pazienza muore il 16 giugno 1988, a trentadue anni, e la sua figura è stata spesso ricoperta da una mitologia che rende ogni tavola automaticamente intoccabile. Questo libro merita un approccio più severo. Ha pagine travolgenti, passaggi volutamente scomposti e anche ingenuità legate alla sua stagione, tutte cose che vanno lette senza cancellarle.

L’attualità dell’opera non dipende dal fatto che il presente sia identico al 1977. Le condizioni politiche, editoriali e sociali sono cambiate profondamente. Resta però riconoscibile l’esperienza di una persona che riceve informazioni, immagini e pressioni collettive a una velocità superiore alla propria capacità di organizzarle. Pazienza mette questa frattura dentro il disegno prima ancora che dentro il discorso.

Oggi molte opere cercano la molteplicità attraverso riferimenti continui e linguaggi diversi, ma Pentothal mantiene una qualità più rischiosa. Non si limita a citare il mondo esterno. Lascia che il mondo esterno rovini il progetto iniziale, ne cambi il tono e renda instabile la voce che racconta. La pagina aggiunta dopo l’11 marzo 1977 è il caso più evidente, ma lo stesso principio attraversa l’intero libro.

La perseveranza di Pazienza sta nel non scegliere una sola postura. Può essere sarcastico e vulnerabile, colto e triviale, lucidissimo nel disegno e caotico nella costruzione dell’io. Questa contraddizione non chiede approvazione. Chiede al lettore di accettare che una voce artistica possa contenere registri incompatibili senza trasformarli in un equilibrio pacificato.

Nel 2016, in occasione del sessantesimo anniversario della nascita di Pazienza, nato il 23 maggio 1956, Fumettologica gli dedicò una settimana di articoli, interviste e approfondimenti raccolti anche attraverso l’hashtag #pazweek. L’iniziativa dimostrava che la sua opera continuava a generare letture, non soltanto commemorazioni. A distanza di anni, Pentothal rimane il punto in cui questa capacità di parlare a pubblici diversi appare nella forma più scoperta.

Leggere Pazienza oggi senza trasformarlo in un mito immobile

Una lettura utile tiene insieme entusiasmo e verifica. Ammira la qualità della tavola, ma controlla l’edizione che hai in mano. Riconosci la portata del 1977, ma non usare la storia come una scorciatoia per spiegare ogni vignetta. Pazienza lavora per accumulo, e una singola chiave interpretativa gli sta stretta.

Il passaggio da Pentothal a Zanardi, alle Favole e a Pompeo mostra un autore che non si lascia fissare in un solo registro. La sua opera comprende ferocia, tenerezza, provocazione e stanchezza, senza che un titolo annulli l’altro. Chi parte da Pentothal trova già il nucleo di questa traiettoria, con tutti gli eccessi e tutte le aperture di un’opera che non vuole chiudersi.

Il libro resiste perché non offre una lezione pronta sulla giovinezza, sulla protesta o sull’arte. Mostra invece la fatica di restare presenti quando il proprio tempo cambia più in fretta delle parole disponibili. Per questo Pentothal continua a chiedere lettori disposti a seguirne gli scarti, non devoti pronti a ripeterne la leggenda.

Se devi ricordare una cosa sola, controlla il dorso prima di pagare una Milano Libri del 1982: è lì che una copia di Pentothal mostra quanta vita di lettura si porta addosso.

In quale ordine leggere le opere di Andrea Pazienza dopo Pentothal?

Parti da Le straordinarie avventure di Pentothal, poi passa a Zanardi per il versante più cinico e satirico, alle Favole per un registro diverso e infine a Pompeo per la parte più dolorosa e introspettiva. Non esiste una continuità narrativa obbligatoria, ma questo ordine rende più chiara l’evoluzione del linguaggio di Pazienza.

Pentothal è una storia autobiografica?

Il libro usa materiali autobiografici, il clima bolognese del 1977 e una voce molto vicina all’autore, ma non va letto come diario letterale. Sogno, deformazione, parodia e invenzione intervengono continuamente nella narrazione.

Quanto vale una prima edizione Milano Libri del 1982?

Tra gennaio e marzo 2026, le vendite concluse osservate su eBay Italia, Maremagnum e Libraccio collocano una copia in ottimo stato tra 70 e 140 euro. Stato del dorso, pulizia delle pagine, assenza di scritte e completezza incidono più della semplice data di stampa.

Perché la tavola sulla morte di Francesco Lorusso è così rilevante?

Pazienza la realizzò dopo l’11 marzo 1977 per sostituire il finale già consegnato del primo capitolo. La tavola registra l’impatto immediato della morte dello studente e mostra come un evento storico abbia modificato materialmente la struttura del fumetto.