{"id":558,"date":"2026-09-15T14:17:22","date_gmt":"2026-09-15T14:17:22","guid":{"rendered":"https:\/\/retroforce.it\/blog\/news\/film-disney-bancarotta\/"},"modified":"2026-09-15T14:37:58","modified_gmt":"2026-09-15T14:37:58","slug":"film-disney-bancarotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/retroforce.it\/blog\/news\/film-disney-bancarotta\/","title":{"rendered":"Il film che rischi\u00f2 di mandare la Disney in bancarotta"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1985 la Disney arriv\u00f2 nelle sale con un film d\u2019animazione costato circa <strong>44 milioni di dollari<\/strong> e capace di raccoglierne appena 21 sul mercato nordamericano. Taron e la pentola magica non mand\u00f2 materialmente la societ\u00e0 in bancarotta, ma arriv\u00f2 nel momento in cui lo studio era fragile, diviso e bersaglio di una scalata finanziaria. Il suo fallimento al cinema rese visibile una crisi che andava avanti da anni.<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Il progetto nacque nel 1971 dall\u2019acquisto dei diritti delle Cronache di Prydain di Lloyd Alexander.<\/li><li>La lavorazione super\u00f2 il decennio e attravers\u00f2 dimissioni, cambi di regia e rinvii continui.<\/li><li>Il budget finale di 44 milioni rese Taron il lungometraggio animato Disney pi\u00f9 costoso del suo tempo.<\/li><li>L\u2019uscita americana del 24 luglio 1985 port\u00f2 un incasso insufficiente rispetto alla spesa.<\/li><li>Il film fu poi rivalutato come documento del passaggio tra la vecchia Disney e il Rinascimento animato.<\/li><\/ul>\n\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_87 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Sommaire<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 eztoc-toggle-hide-by-default' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/retroforce.it\/blog\/news\/film-disney-bancarotta\/#Taron_e_la_pentola_magica_fu_davvero_il_film_Disney_che_rischio_la_bancarotta\" >Taron e la pentola magica fu davvero il film Disney che rischi\u00f2 la bancarotta<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/retroforce.it\/blog\/news\/film-disney-bancarotta\/#Perche_la_produzione_Disney_di_Taron_duro_oltre_dieci_anni\" >Perch\u00e9 la produzione Disney di Taron dur\u00f2 oltre dieci anni<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/retroforce.it\/blog\/news\/film-disney-bancarotta\/#La_nuova_dirigenza_Disney_trovo_un_film_troppo_cupo_per_il_pubblico\" >La nuova dirigenza Disney trov\u00f2 un film troppo cupo per il pubblico<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/retroforce.it\/blog\/news\/film-disney-bancarotta\/#Quanto_costo_il_fallimento_di_Taron_e_la_pentola_magica_al_cinema\" >Quanto cost\u00f2 il fallimento di Taron e la pentola magica al cinema<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/retroforce.it\/blog\/news\/film-disney-bancarotta\/#Come_Taron_e_la_pentola_magica_apri_la_strada_al_Rinascimento_Disney\" >Come Taron e la pentola magica apr\u00ec la strada al Rinascimento Disney<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Taron_e_la_pentola_magica_fu_davvero_il_film_Disney_che_rischio_la_bancarotta\"><\/span>Taron e la pentola magica fu davvero il film Disney che rischi\u00f2 la bancarotta<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dire che Taron e la pentola magica \u201cmand\u00f2 la Disney in bancarotta\u201d \u00e8 efficace, ma va rimesso in ordine. The Walt Disney Company non dichiar\u00f2 fallimento dopo l\u2019uscita del film. Nel 1984, prima ancora che il lungometraggio arrivasse in sala, l\u2019azienda stava affrontando una fase societaria molto tesa. Saul Steinberg aveva accumulato azioni con l\u2019obiettivo di tentare una scalata e smembrare beni considerati sottovalutati. La risposta della compagnia pass\u00f2 anche dalla greenmail, cio\u00e8 il riacquisto a prezzo maggiorato delle quote detenute dall\u2019acquirente ostile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il costo di questa difesa, la fiducia bassa verso il reparto animazione e la crisi di identit\u00e0 dello studio formavano un quadro rischioso. In quel contesto, un insuccesso da decine di milioni non era un normale incidente produttivo. Era una conferma pubblica dell\u2019idea, diffusa nei piani alti, che l\u2019animazione Disney fosse ormai un reparto caro, lento e incapace di parlare al pubblico del cinema contemporaneo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il film usc\u00ec negli Stati Uniti il <strong>24 luglio 1985<\/strong>, dopo una produzione lunghissima e un ulteriore rinvio di sei mesi deciso dalla nuova dirigenza. Il risultato registrato al box office americano fu di circa 21 milioni di dollari. Il budget, arrivato a 44 milioni, era quasi il doppio dell\u2019incasso domestico. La distanza non racconta da sola tutte le entrate internazionali e successive, ma spiega il trauma industriale. Per confronto, Gli orsetti del cuore, distribuito nello stesso periodo, venne prodotto con circa 2 milioni di dollari e lo super\u00f2 al botteghino nordamericano.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il danno non fu soltanto contabile. Taron era stato pensato come un titolo capace di recuperare la maestosit\u00e0 dei classici Disney, usando anche il formato panoramico Super 70 Technirama gi\u00e0 adottato per La bella addormentata nel bosco. Quel formato richiedeva un lavoro visivo impegnativo e allargava ulteriormente i costi. Lo studio cercava un fantasy per adolescenti, pi\u00f9 cupo dei film precedenti, ma non trov\u00f2 un linguaggio promozionale chiaro per famiglie, ragazzi e pubblico adulto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Francia fece eccezione, con un risultato che colloc\u00f2 il film fra i maggiori incassi stagionali del Paese. Non bast\u00f2 a cambiare la percezione interna. Negli Stati Uniti il lungometraggio arriv\u00f2 con un tono oscuro, creature scheletriche, immagini di guerra e una costruzione narrativa poco lineare rispetto agli standard Disney. Una parte del pubblico non riconobbe il prodotto che si aspettava dal marchio, mentre gli spettatori interessati al fantasy pi\u00f9 duro non associavano automaticamente quel tipo di immaginario alla casa di Topolino.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto da fissare \u00e8 semplice. Taron e la pentola magica non fu la causa unica di una possibile bancarotta, perch\u00e9 la compagnia aveva problemi finanziari e manageriali pi\u00f9 larghi. Fu per\u00f2 il film che rese il pericolo concreto agli occhi del mercato e dei dirigenti. Quando un\u2019opera da 44 milioni non riesce a sostenere le proprie spese in sala, l\u2019industria non discute soltanto di gusti: discute se continuare a finanziare il reparto che l\u2019ha prodotta.<\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1672\" height=\"941\" src=\"https:\/\/retroforce.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/il-film-che-rischio-di-mandare-la-disney-in-banc-illustratio.jpg\" alt=\"Illustration \u00e9ditoriale du sujet : Il film che rischi\u00f2 di mandare la Disney in bancarotta\" class=\"wp-image-560\" srcset=\"https:\/\/retroforce.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/il-film-che-rischio-di-mandare-la-disney-in-banc-illustratio.jpg 1672w, https:\/\/retroforce.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/il-film-che-rischio-di-mandare-la-disney-in-banc-illustratio-300x169.jpg 300w, https:\/\/retroforce.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/il-film-che-rischio-di-mandare-la-disney-in-banc-illustratio-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/retroforce.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/il-film-che-rischio-di-mandare-la-disney-in-banc-illustratio-768x432.jpg 768w, https:\/\/retroforce.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/il-film-che-rischio-di-mandare-la-disney-in-banc-illustratio-1536x864.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1672px) 100vw, 1672px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Illustration g\u00e9n\u00e9r\u00e9e par intelligence artificielle.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Perche_la_produzione_Disney_di_Taron_duro_oltre_dieci_anni\"><\/span>Perch\u00e9 la produzione Disney di Taron dur\u00f2 oltre dieci anni<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia produttiva comincia nel 1971, quando Disney acquist\u00f2 i diritti cinematografici delle Cronache di Prydain di Lloyd Alexander. La saga era composta da cinque romanzi fantasy e offriva materiale ricco di magia, guerra, trasformazioni e atmosfere celtiche. Alcuni membri dei Nine Old Men, il gruppo storico di animatori legato all\u2019epoca di Walt Disney, vedevano in quei libri la possibilit\u00e0 di attirare un pubblico adolescente senza rinunciare al prestigio della grande animazione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ambizione, per\u00f2, rimase ferma sulla carta per anni. Lo studio prefer\u00ec dare precedenza a film pi\u00f9 controllabili come Le avventure di Bianca e Bernie e Red e Toby nemiciamici. Un articolo del New York Times del 1978 riferiva che Taron aveva gi\u00e0 assorbito circa <strong>15 milioni di dollari<\/strong>, era in ritardo di quattro anni rispetto alla tabella iniziale e non sarebbe stato pronto prima del periodo natalizio del 1984. Una cifra del genere, per un\u2019opera ancora lontana dalla distribuzione, indicava un progetto senza un centro stabile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La causa non era soltanto creativa. Dopo la morte di Walt Disney, lo studio aveva perso una guida capace di prendere decisioni nette. I veterani si avviavano alla pensione o riducevano la loro presenza, mentre i talenti giovani trovavano poco spazio. Brad Bird ha descritto quel clima ricordando che venivano spesso promossi dipendenti anziani ma non particolarmente brillanti, pi\u00f9 interessati a frenare le idee rischiose che a formare una nuova generazione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La spaccatura esplose il 3 settembre 1979, quando Don Bluth lasci\u00f2 Disney insieme a una quindicina di animatori e collaboratori per fondare un proprio studio. Era una perdita pesante per un reparto gi\u00e0 ridotto da pensionamenti e mancati ricambi. Red e Toby sub\u00ec ritardi e Taron dovette essere rimesso in mano a una squadra diversa. Non \u00e8 un dettaglio da cronologia: nei lungometraggi animati gli anni di apprendistato condiviso contano quanto una sceneggiatura, perch\u00e9 disegno, montaggio, tempi comici e regia delle scene si costruiscono insieme.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1980 John Musker venne inizialmente collegato alla produzione, affiancato da Ted Berman, Richard Rich e Art Stevens. Don Hahn, allora direttore di produzione, ricord\u00f2 una situazione poco gestibile: tre registi che non si parlavano tra loro e parti del film con ritmo e atmosfera differenti. Musker si allontan\u00f2 dal progetto, dichiarando in seguito che le sue idee non erano apprezzate dalla vecchia guardia. Art Stevens usc\u00ec a sua volta dal gruppo. Joe Hale, esperto di layout e storyboard, prese un ruolo centrale accanto a Berman e Rich.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hale spinse su inquadrature ampie, paesaggi e composizioni pensate come immagini autonome. L\u2019intenzione era comprensibile, perch\u00e9 Prydain richiedeva un mondo credibile. Il risultato fu un\u2019opera dove la bellezza di singole tavole non sempre coincideva con il movimento della storia. La produzione accumul\u00f2 riscritture e adatt\u00f2 liberamente i primi due romanzi, spostando peso fra figure narrative e semplificando passaggi che nei libri avevano pi\u00f9 spazio.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso Tim Burton racconta bene l\u2019incertezza dell\u2019epoca. Appena arrivato allo studio come apprendista, propose disegni di personaggi troppo strani per la linea che si voleva ottenere. Le sue idee vennero rifiutate perch\u00e9 difficili da rendere compatibili con l\u2019identit\u00e0 Disney. Burton avrebbe poi spiegato, nel volume Disney\u2019s Art of Animation, che lo studio sembrava tenere un piede nel passato e uno nel futuro, senza appoggio sicuro da nessuna parte. Taron nacque esattamente da quella tensione.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"E voi l\u2019avevate mai sentita questa teoria su Elsa in Frozen?\ufffc #cinema #anastasiaecinema\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LETREd1p_hw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_nuova_dirigenza_Disney_trovo_un_film_troppo_cupo_per_il_pubblico\"><\/span>La nuova dirigenza Disney trov\u00f2 un film troppo cupo per il pubblico<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1984 il mutamento ai vertici della Disney trasform\u00f2 Taron da progetto problematico a emergenza aziendale. Ron Miller, amministratore delegato e genero di Walt Disney, lasci\u00f2 la guida della societ\u00e0 dopo lo scontro interno legato alla scalata ostile e alle decisioni prese per contrastarla. Roy E. Disney, nipote di Walt, ebbe un ruolo rilevante nel cambiamento. Michael Eisner arriv\u00f2 dalla Paramount alla guida dell\u2019azienda, mentre Jeffrey Katzenberg venne incaricato di seguire l\u2019area cinematografica, inclusa l\u2019animazione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la prima settimana di Katzenberg in Disney fu organizzata una proiezione del film previsto per l\u2019anno successivo. Taron era in lavorazione da pi\u00f9 di dieci anni e aveva gi\u00e0 assunto una reputazione quasi leggendaria nei corridoi dello studio. Alla fine della visione la reazione della nuova dirigenza fu brutale nella sua chiarezza: c\u2019era un grave problema. Il film appariva troppo violento, troppo macabro e troppo distante dal modello familiare associato al marchio.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto era che non bastava eliminare due o tre scene. Il tono oscuro era incorporato nella struttura del lungometraggio, dalla minaccia dei morti viventi alla fotografia dominata da verdi, grigi e neri. Katzenberg chiese tagli e modifiche, arrivando a intervenire direttamente sulle sequenze. Alcune fonti sul periodo ricordano contrasti accesi con chi lavorava al film, perch\u00e9 il nuovo responsabile applicava a una fabbrica dell\u2019animazione metodi derivati dal cinema live action, dove il montaggio pu\u00f2 essere modificato con maggiore elasticit\u00e0.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rinvio di sei mesi impose ritmi durissimi. Gli animatori lavorarono sette giorni su sette per rispettare la nuova data d\u2019uscita. Disney ricorse anche a uno studio esterno in Corea, con l\u2019idea di alleggerire il carico di lavoro. Don Hahn fece notare in seguito che la spedizione di casse di disegni dall\u2019altra parte del mondo non faceva sempre guadagnare tempo: la logistica, le correzioni e i passaggi di controllo potevano rallentare il flusso invece di accelerarlo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il morale era basso anche per un\u2019altra ragione. Gli animatori sapevano che, finito Taron, avrebbero lasciato la storica sede di Burbank dove Walt Disney aveva realizzato molti classici. Gli uffici sarebbero stati destinati alle produzioni dal vivo. Il trasloco avvenne dopo la chiusura dei lavori, ma l\u2019attesa pesava sul gruppo. In una produzione d\u2019animazione lunga e faticosa, la sensazione di essere un reparto provvisorio modifica il lavoro quotidiano.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Joe Hale present\u00f2 pubblicamente il film come un ritorno alla grande tradizione Disney e indic\u00f2 il suo antagonista come una presenza destinata a restare nella memoria. La promozione cercava di vendere una fantasia spettacolare, ma il pubblico ricevette un\u2019opera segnata da compromessi. Maurizio Porro, sul Corriere della Sera, sintetizz\u00f2 bene la reazione critica italiana: personaggi gradevoli ma convenzionali, originalit\u00e0 attenuata e un\u2019atmosfera horror troppo insistita.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La critica non fu uniformemente negativa. Roger Ebert accolse il film con favore, riconoscendone l\u2019ambizione visiva. Questo dato conta perch\u00e9 separa due piani spesso confusi. Taron non era un disastro privo di qualit\u00e0 tecniche. Era un film con una produzione disordinata, un posizionamento commerciale sbagliato e una voce creativa spezzata da molte mani. Per un grande studio, soprattutto in una fase di rischio, questa combinazione pu\u00f2 essere pi\u00f9 dannosa di una pellicola semplicemente mediocre.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Quanto_costo_il_fallimento_di_Taron_e_la_pentola_magica_al_cinema\"><\/span>Quanto cost\u00f2 il fallimento di Taron e la pentola magica al cinema<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato pi\u00f9 netto resta il rapporto tra costo e incasso. Taron e la pentola magica arriv\u00f2 a circa 44 milioni di dollari di budget, una soglia eccezionale per un film d\u2019animazione del 1985. La scelta di lavorare in Super 70 Technirama richiedeva materiali e procedure pi\u00f9 costosi, ma la durata della lavorazione fu il vero moltiplicatore della spesa. Ogni cambio di squadra, ogni riscrittura e ogni rinvio trasforma mesi di lavoro gi\u00e0 pagato in costo non recuperabile.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Elemento<\/th>\n<th>Dato verificabile<\/th>\n<th>Impatto sulla produzione Disney<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Acquisto dei diritti<\/td>\n<td>1971, serie Prydain di Lloyd Alexander<\/td>\n<td>Avvio di un progetto fantasy fuori dagli standard abituali.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Stima intermedia<\/td>\n<td>15 milioni di dollari nel 1978 secondo il New York Times<\/td>\n<td>Ritardo di quattro anni gi\u00e0 dichiarato pubblicamente.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Uscita americana<\/td>\n<td>24 luglio 1985<\/td>\n<td>Distribuzione dopo tagli e un rinvio di sei mesi.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Budget finale<\/td>\n<td>Circa 44 milioni di dollari<\/td>\n<td>Record di costo per l\u2019animazione Disney dell\u2019epoca.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Incasso nordamericano<\/td>\n<td>Circa 21 milioni di dollari<\/td>\n<td>Risultato insufficiente a coprire la spesa produttiva.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna leggere questi numeri con precisione. L\u2019incasso al botteghino non entra interamente nelle casse dello studio, perch\u00e9 una quota resta agli esercenti e i ricavi variano per territorio e contratto. A questo si aggiungono le spese di distribuzione e pubblicit\u00e0. Quando un film realizza circa 21 milioni in Nord America partendo da un budget di 44, la strada verso il pareggio \u00e8 gi\u00e0 molto stretta. All\u2019epoca non esisteva ancora il mercato home video strutturato che avrebbe poi permesso a molte opere Disney di recuperare pubblico e denaro nel tempo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto con la videocassetta chiarisce quanto Disney volesse prendere le distanze dal titolo. Il film rimase fuori dal mercato domestico per oltre dieci anni. La prima VHS statunitense arriv\u00f2 nel 1998, dopo una lunga pressione di spettatori che scrivevano alla compagnia per chiederne la pubblicazione. Non fu il trattamento riservato ai classici pi\u00f9 celebrati, riproposti periodicamente con campagne e riedizioni. Il silenzio contribu\u00ec a creare l\u2019aura di opera proibita o dimenticata.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista del collezionismo, questo non significa che ogni copia di Taron valga cifre fuori scala. Una VHS italiana o un DVD comune in buono stato va valutato sulla singola edizione, sulla presenza della fascetta, sull\u2019integrit\u00e0 della custodia e sulla domanda reale, non sulle frasi sensazionalistiche delle inserzioni. Le quotazioni fluttuano e un annuncio con prezzo alto non dimostra una vendita. Se trovi un supporto datato, controlla codice, distributore, lingua e condizioni prima di associare rarit\u00e0 e valore.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi cerca il film oggi pu\u00f2 puntare prima alla visione legale disponibile in catalogo o alle edizioni home video ufficiali, senza trattarlo come un oggetto misterioso. Il suo posto nella storia del cinema Disney dipende dai documenti produttivi, dalle testimonianze e dai risultati economici, non dalla leggenda da social. Per chi vuole confrontare un altro momento delicato del catalogo classico, resta utile rileggere la storia di <a href=\"https:\/\/retroforce.it\/blog\/news\/alice-paese-meraviglie\/\">Alice nel Paese delle Meraviglie e delle sue difficolt\u00e0 al botteghino<\/a>.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fallimento di Taron costrinse Disney a guardare con freddezza il proprio reparto animato. Non era ancora chiaro che quel reparto avrebbe trovato una nuova direzione pochi anni dopo. Nel 1985, per\u00f2, il marchio non poteva permettersi di vivere di promesse future: aveva bisogno di film pi\u00f9 leggibili, di costi controllati e di una catena decisionale finalmente riconoscibile.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"COSE SPAVENTOSE NASCOSTE NEI FILM DISNEY! ASSURDA L&amp;apos;ULTIMA!\ud83d\ude31\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/VRCa2LW3qNE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_Taron_e_la_pentola_magica_apri_la_strada_al_Rinascimento_Disney\"><\/span>Come Taron e la pentola magica apr\u00ec la strada al Rinascimento Disney<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Subito dopo il trauma di Taron, Eisner e Katzenberg parteciparono a una riunione dedicata al lungometraggio successivo, Basil l\u2019investigatopo. Il film venne presentato attraverso storyboard, il metodo normale per visualizzare ritmo, inquadrature e passaggi narrativi nell\u2019animazione. Dopo circa tre ore, i due dirigenti apparvero disorientati. Abituati a sceneggiature complete del cinema live action, non avevano ancora imparato a leggere un film animato nella sua forma di lavoro.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quell\u2019episodio \u00e8 meno comico di quanto sembri. Segnala la distanza fra il reparto creativo e il nuovo comando aziendale, una distanza che Taron aveva gi\u00e0 pagato cara. Basil l\u2019investigatopo arriv\u00f2 nelle sale nel 1986 e ottenne un risultato pi\u00f9 incoraggiante, pur senza cambiare da solo le sorti della compagnia. Oliver &amp; Company, distribuito nel 1988, consolid\u00f2 la ripresa commerciale. La sirenetta del 1989 diede poi inizio alla fase che sarebbe stata chiamata Rinascimento Disney, con un successo di pubblico, critica e musica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c\u2019\u00e8 quindi una linea diretta per cui un fallimento genera automaticamente un successo. L\u2019industria non funziona come una favola morale. Taron rese per\u00f2 impossibile ignorare problemi che erano stati tollerati troppo a lungo: sceneggiature indefinite, catene di comando confuse, sviluppo dispersivo e scarsa fiducia verso gli animatori. I film successivi beneficiarono di una maggiore attenzione alla storia, a un pubblico identificabile e alla collaborazione fra reparti.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso \u00e8 che parecchi autori coinvolti nella stagione incerta avrebbero contribuito alla rinascita. John Musker, allontanatosi da Taron, sarebbe diventato co-regista de La sirenetta e Aladdin. Tim Burton trov\u00f2 altrove uno spazio coerente con la sua grafica personale e il suo gusto per il grottesco. Don Bluth, fuori dalla Disney, dimostr\u00f2 con opere come Fievel sbarca in America che un\u2019altra animazione statunitense poteva mettere pressione al vecchio monopolio Disney.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lezione non riguarda soltanto un lungometraggio. Riguarda il rapporto tra identit\u00e0 artistica e organizzazione. Taron voleva essere adulto ma conservava figure e movimenti legati alla tradizione; voleva spettacolo panoramico ma non possedeva una narrazione altrettanto solida; voleva distinguersi ma la dirigenza ne lim\u00f2 gli aspetti pi\u00f9 spigolosi quando ormai era tardi. Il film resta visivamente interessante proprio perch\u00e9 queste tensioni sono ancora visibili fotogramma dopo fotogramma.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 vale la pena guardarlo senza l\u2019idea che sia un relitto da compatire. \u00c8 un caso concreto di produzione animata fuori controllo e un passaggio utile per capire perch\u00e9 Disney cambi\u00f2 metodo alla fine degli anni Ottanta. Anche la storia del cinema recente mostra quanto un titolo costoso possa alterare programmi e strategie, come emerge nelle analisi dedicate a <a href=\"https:\/\/retroforce.it\/blog\/news\/nuovo-capitolo-hellboy-flop\/\">un flop legato a un nuovo capitolo di Hellboy<\/a>. Budget, pubblico previsto e identit\u00e0 del prodotto devono stare nello stesso film, non in tre riunioni diverse.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Taron e la pentola magica resta un\u2019opera imperfetta, ma non va ridotta a una battuta sulla bancarotta. Rivederla dopo Basil, Oliver &amp; Company e La sirenetta mostra il punto esatto in cui Disney smise di potersi affidare al proprio nome e dovette imparare di nuovo a costruire un successo.<\/p>\n\n<h3>Taron e la pentola magica mand\u00f2 davvero la Disney in bancarotta?<\/h3>\n<p>No. The Walt Disney Company non dichiar\u00f2 bancarotta. Il film aggrav\u00f2 per\u00f2 una crisi gi\u00e0 presente, perch\u00e9 cost\u00f2 circa 44 milioni di dollari e incass\u00f2 circa 21 milioni nel mercato nordamericano.<\/p>\n<h3>Quando usc\u00ec Taron e la pentola magica negli Stati Uniti?<\/h3>\n<p>Il lungometraggio Disney usc\u00ec nelle sale americane il 24 luglio 1985, dopo un rinvio di sei mesi deciso durante la fase finale della produzione.<\/p>\n<h3>Da quali libri deriva il film Disney?<\/h3>\n<p>Il film deriva in modo molto libero dai primi due romanzi delle Cronache di Prydain di Lloyd Alexander, i cui diritti furono acquisiti da Disney nel 1971.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 il film fu distribuito tardi in VHS?<\/h3>\n<p>Dopo l\u2019insuccesso al cinema, Disney lasci\u00f2 il titolo fuori dall\u2019home video per oltre dieci anni. La prima videocassetta statunitense arriv\u00f2 nel 1998, anche grazie alle richieste del pubblico.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1985 la Disney arriv\u00f2 nelle sale con un film d\u2019animazione costato circa 44 milioni di dollari e capace di raccoglierne appena 21 sul mercato nordamericano. Taron e la pentola magica non mand\u00f2 materialmente la societ\u00e0 in bancarotta, ma arriv\u00f2 nel momento in cui lo studio era fragile, diviso e bersaglio di una scalata finanziaria. 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